martedì 7 maggio 2013

Ecco quanto sarà il risparmio per le famiglie italiane dopo il taglio dei tassi della Bce

Secondo lo studio della Cgia di Mestre la riduzione degli interessi comporterà un risparmio di 1,23 miliardi di euro all’anno. Per le imprese sarà invece di ben 2,39 miliardi euro


I VANTAGGI ECONOMICI - “Finalmente un po’ di ossigeno per le famiglie e le imprese italiane. Con la decisione della Bce di ridurre il tasso ufficiale di sconto di 0,25 punti, i risparmi complessivi ammonteranno a 3,63 miliardi di euro all’anno”. Lo ha affermato il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi. L’ufficio studi dell’associazione, dopo aver esaminato la situazione debitoria delle famiglie e delle imprese italiane, ha spiegato che per le famiglie, la riduzione degli interessi comporterà un risparmio di 1,23 miliardi di euro all’anno; per le imprese, il vantaggio sarà di ben 2,39 miliardi euro.

IL RISCHIO DELLE BANCHE - “È bene precisare” ha aggiunto Bortolussi, “che la riduzione del tasso di interesse stabilito dalla Banca centrale europea potrebbe non tramutarsi in una corrispondente contrazione del costo del denaro nel nostro Paese. Pertanto, i risparmi in capo alle famiglie e alle aziende da noi calcolati potrebbero essere sovrastimati”. Il risparmio ci sarà infatti se anche le banche, per effetto domino, aumenteranno l'erogazione del credito.

LE DIFFERENZA REGIONALI – Sempre secondo lo studio saranno le famiglie lombarde a ricevere i maggiori benefici: a fronte di un debito di 111,2 miliardi di euro, il risparmio medio annuo ammonterà a 64 euro. Seguono quelle del Lazio che, con una esposizione di 60,2 miliardi, avranno un risparmio medio annuo di 58 euro, mentre al terzo posto di questa particolare graduatoria si piazzano quelle del Trentino Alto Adige.
 
http://consulenza.soldiweb.com/notizie/ecco-quanto-sara-il-risparmio-per-le-famiglie-dopo-il-taglio-dei-tassi-della-bce#.UYik25XRwSN

venerdì 12 aprile 2013

Dieci consigli utili per farsi concedere un mutuo


Ecco alcuni semplici consigli che possono aiutare l'aspirante mutuatario a stipulare un mutuo low cost anche in tempi di crisi.
1) Non limitarsi a chiedere il mutuo presso la banca presso cui si ha il conto corrente, perché gli istituti di credito cambiano di trimestre in trimestre la strategia sui mutui. Quindi, se una banca ha un'offerta competitiva in un periodo dell'anno non è detto che la mantenga anche in seguito. E, soprattutto, non è detto che la banca più competitiva sul mercato sia proprio quella presso cui si detiene il conto corrente.
2) Per questa ragione è bene cercare le migliori offerte costantemente sia online (attraverso portali che offrono servizi di intermediazione) che allo sportello. Oppure rivolgendosi a un mediatore creditizio qualificato che operi in totale assenza di conflitto di interessi ed è in grado di presentare un bouquet di offerte realmente variegato e non limitato a 4-5 banche preferenziali. Come spesso accade le possibilità di risparmiare online sono maggiori anche quando si tratta di mutui. Perché è vero che c'è un intermediario in più (il broker online) ma è anche vero che questi consente all'istituto di credito di risparmiare una serie di costi tali per cui alla fine in molti casi è in grado di proporre un'offerta più bassa, a parità di banca, di quanto avviene allo sportello.
3) Scegliere il tasso in base alla propria propensione al rischio. Quindi chi ha paura di non dormire sonni tranquilli temendo fluttuazioni del tasso variabile dovrebbe valutare l'ipotesi di un fisso, ma solo se questo è competitivo e non troppo distante dal tasso della Bce (che in questo momento è fissato allo 0,75%). Va però tenuto conto che in Italia le banche utilizzano il piano di ammortamento alla francese, che prevede il pagamento della maggior parte degli interessi nei primi anni del piano di ammortamento. Ed è questo il motivo per cui il tasso variabile quasi sempre vince il confronto della convenienza, perlomeno in partenza, con il mutuo a tasso fisso. Molti esperti convergono che l'importante è partire con un tasso aggressivo nei primi anni in modo tale da risparmiare un gruzzolo importante che potrebbe essere eventualmente utilizzato in caso di un eccessivo rialzo dei tassi (peraltro poco probabile in tempi di contrazione economica).
4) Uno dei vantaggi paradossali, lato mutui, che emergono da questa crisi è che i tassi di interesse europei e gli Euribor (gli indici agganciati al calcolo dei mutui variabili) sono ai minimi di tutti i tempi e vicino a quota 0. Ne consegue che il variabile oggi in partenza costa circa il 2-2,5%% in meno rispetto al fisso. Un elemento da tenere conto nella scelta del tasso.
5) Considerare il mutuo come una sorta di investimento attivo e, come tale, essere pronti a rivederlo nel corso del tempo attraverso operazioni di rinegoziazione (con la propria banca), surroga (con un altro istituto). Essendo un contratto poliennale non è detto che le condizioni firmate in un determinato momento storico siano anche le migliori in seguito. Per questo motivo bisogna cambiare mentalità. Ed essere pronti nel corso del tempo a rimodulare il contratto per evitare che il mutuo perfetto si trasformi negni anni in un mutuo pigro.
6) Fare molta attenzione ai costi. Non esiste solo lo spread. Ma il contratto di mutuo annovera un'ampia gamma di costi (dalle spese di perizia a quelle di incasso rata fino ad altri costi meno visibili). Per questo motivo il confronto tra le offerte va effettuato esclusivamente sulla base del Taeg (Tasso annuo effettivo globale) contenuto nel modello Esis (European standardised sheet) che calcolo il preventivo sulla richiesta personale e non su dati generici (come avviene nel foglio informativo).
7) Fare attenzione alle polizze assicurative Cpi (Credit protection insurance) e sulla vita che vengono proposte da molte banche per coprire il pagamento delle rate in caso di perdita del posto di lavoro o morte. In molti casi, e in questa fase di crisi più che mai, questi prodotti rappresentano la prima fonte di guadagno per gli intermediari che offrono un mutuo. Quindi il costo del premio unico (solitamente accorpato al finanziamento e quindi aggiunto alla rata) può essere più elevato rispetto alle stesse polizze sottoscritte all'esterno da compagnie assicurative. Quindi anche in questo caso sarebbe bene effettuare un confronto con quanto propone il mercato, se proprio si decide di stipulare una di queste polizze che restano facoltative.
8) Fare attenzione alla data di stipula. È quello il momento in cui la banca effettivamente presta i soldi. E da quel giorno comincia il pagamento degli interessi per il mutuatario. Se possibile, è opportuno fare in modo che la data di stipula sia il più vicina possibile a quella dell'avvio del piano di ammortamento (e quindi del pagamento della prima rata). Perché nel periodo che va dalla stipula al pagamento della prima rata si pagano (tecnicamente a vuoto) interessi di pre-ammortamento.
9) Fare attenzione al valore dell'ipoteca. Molti istituti iscrivono un'ipoteca pari al 200% del valore dell'immobile, altri al 150%. La differenza non è di poco conto dato che la parcella notarile viene calcolato non sul prestito ma sul valore ipotecato.
10) Contrattare le condizioni con l'intermediario che offre il mutuo. I contratti non sono rigidissimi e consentono, spesso, margini di contrattazione sia sullo spread che sulle spese accessorie.

venerdì 5 aprile 2013

Incontro a Lucca con la Società di Gestione Pictet !

Incontro il 15 Aprile a Lucca con la Società di Gestione Pictet !

Presso l'Hotel Guinigi sulla via Romana alle ore 18.00

Il numero di posti è limitato, si prega quindi di confermare il proprio interesse alla partecipazione.

Tema dell'incontro:

Pianificare una Rendita Mensile 
attraverso la diversificazione la selezione degli investimenti

Qualche notizia sulla Società Pictet:



Pictet, con sede a Ginevra, è considerata una delle maggiori banche di gestione patrimoniale indipendenti d’Europa. La Banca distribuisce in tutto il mondo una vasta gamma specializzata di oltre 100 fondi di investimento, molti dei quali sono stati premiati da primarie pubblicazioni del settore e agenzie di rating per le loro performance. 

La gamma di fondi Pictet, autorizzati alla distribuzione in più di 20 Paesi, spazia dai tradizionali fondi del mercato monetario ai fondi alternativi e ai veicoli di investimento più aggressivi quali i prodotti tematici o dei mercati emergenti. I fondi sono gestiti principalmente da team di investimento interni, ma alcuni prodotti selezionati sono affidati a gestori esterni. 

Integrando e controllando l’intera catena del valore, dal lancio del fondo alla gestione giornaliera, Pictet beneficia di efficienze che consentono alla Banca di offrire ai clienti prodotti della massima qualità. 

Il patrimonio dei fondi di investimento Pictet supera attualmente i 120 miliardi di franchi svizzeri e registra un tasso di crescita del 25% annuo dal 1998

La divisione istituzionale della Banca si avvale di oltre 200 professionisti dell’investimento e punta a generare valore per i propri clienti attraverso un forte impegno e competenze specialistiche. Lo spirito imprenditoriale e il know-how finanziario dei nostri professionisti creano una combinazione vincente. 

Le persone che stanno dietro i nostri fondi di investimento lavorano con passione per generare performance continuative e ripetibili e si prefiggono di costruire relazioni durevoli con i clienti, offrendo solide performance di investimento e un eccellente servizio alla clientela. 

L’attenzione al singolo cliente è l’elemento chiave per raggiungere il nostro obiettivo di costruire relazioni durevoli.




venerdì 29 marzo 2013

Anagrafe dei conti correnti: ecco chi rischia di più dai controlli

Via libera al super-occhio del Fisco che incrocerà dati delle nostre transazioni finanziarie con quelli sul reddito per scovare incongruenze ed evasioni fiscali. Ecco chi potrebbero essere i possibili obiettivi di verifiche e accertamenti


L'OCCHIO DEL FISCO - Al via l’anagrafe dei conti correnti e su qualsiasi altro tipo di rapporto finanziario. L’occhio indiscreto del Fisco setaccerà le varie incongruenze che possono risultare da verifiche incrociate sui dati delle transazioni finanziari dei contribuenti. L’obiettivo è colpire l’evasione fiscale attraverso un monitoraggio a tappeto di qualsiasi operazione finanziaria. Eppure,scrive il sito di Panorama, è possibile capire chi potranno essere i possibili obiettivi di verifiche e accertamenti che dovessero scattare in seguito a situazioni finanziarie ritenute incongrue. Ecco i comportamento che più di tutti potranno dare adito a dubbi e quindi far scattare eventuali controlli.

-Innanzitutto, verranno certamente inquadrate tutte le operazioni che in un qualche modo potrebbero risultare incoerenti con il profilo del contribuente preso in esame.Un lavoratore, sul cui conto corrente improvvisamente dovesse ritrovarsi una cifra di qualche decina di migliaia di euro, dovrà fornire sicuramente qualche spiegazione. E al contrario, un cittadino con un tenore di vita molto elevato, desterà non poche perplessità nel caso si dovesse ritrovare con un conto completamente prosciugato.

-Un fattore che verrà sicuramente monitorato poi è quello legato ai sistemi di pagamento. E’ ovvio che se un soggetto per il quale si rileva un’abitudine costante a pagare con carte di credito o di debito, dovesse improvvisamente aumentare in maniera spropositata le proprie transazioni in contante, desterà certamente l’attenzione del fisco.

-Altro elemento che potrà far nascere sospetti consisterà nella dislocazione geograficadei propri rapporti finanziari. Avere più conti correnti, oppure più cassette di sicurezza o altri tipi di rapporti finanziari aperti in città diverse, potrà di certo insospettire gli agenti del fisco.

-Infine, considerando che ormai le movimentazioni di qualsiasi medio contribuentefanno riferimento quasi sempre a uno o più conti correnti, sui quali passano generalmente la maggior parte delle entrate e delle uscite, desteranno attenzione tutte le operazioni che in generale avverranno fuori conto, in particolare se il loro numero dovesse essere particolarmente consistente.

-Verranno create delle vere e proprie black list di contribuenti considerati potenziali evasori e sarà su di essi che nel tempo si concentreranno le attenzioni degli ispettori.
 

http://consulenza.soldiweb.com/notizie/anagrafe-dei-conti-correnti-ecco-chi-rischia-di-piu-dai-controlli#.UVMd1zcgjSc

lunedì 25 marzo 2013

Al via tre nuovi servizi telematici per conoscere la tua pensione

Estratto Conto Integrato, Calcolatore della pensione e Simulatore della pensione, nuovi servizi online da marzo per capire la pensione


A fine marzo, saranno attivi tre nuovi servizi telematici per conoscere il proprio conto pensionistico. I nuovi servizi, “Estratto Conto Integrato”,  “Calcolatore della pensione” e “Simulatore della pensione”, sono stati creati in collaborazione tra il Ministero del Lavoro, l’INPS e l’Adepp, l’Associazione delle Casse previdenziali che gestiscono la previdenza obbligatoria dei liberi professionisti.
Il fine è quello di permettere a tutti i lavoratori italiani una maggiore conoscenza del proprio percorso previdenziale e del proprio conto pensionistico. Vediamo dunque di cosa si tratta.

Estratto Conto Integrato (ECI)

Attraverso questa funzione, sarà possibile conoscere con una sola consultazione telematica, della contribuzione previdenziale individuale, anche se si hanno contributi previdenziali versati in differenti gestioni Inps o presso diverse Casse previdenziali.
Il sistema è stato sperimentato lo scorso anno, con un campione di 100mila lavoratori, che hanno avuto la possibilità di consultare online il loro ECI, tramite il sito dell’ente previdenziale presso cui attualmente versano i contributi.
Oltre alla consultazione era possibile fornire – con una interfaccia online – le indicazioni circa eventuali ‘buchi’ o incongruenze. Grazie alla collaborazione tra Inps e Casse previdenziali, si legge nella comunicazione del Ministero del lavoro, un altro milione di cittadini – entro il mese di aprile - potrà usufruire dello stesso servizio, consultando tutti i periodi riguardanti la posizione assicurativa del contribuente, anche se maturati presso enti, casse, fondi e gestioni diverse, inclusi i periodi figurativi, i riscatti e le ricongiunzioni.
L’ECI potrà essere consultato sui portali degli enti che forniscono le informazioni previdenziali al Casellario dei Lavoratori Attivi, istituito presso l’Inps (Inps, Enasarco e Casse previdenziali degli ordini professionali). Ciascun contribuente potrà verificare la propria posizione contributiva on line, con accesso personalizzato, sul portale dell’ultimo Ente in cui risulta iscritto. Il servizio è interattivo e permette la segnalazione di eventuali problemi e incongruenze, che vengono indirizzate all’ente di competenza.

Calcolatore della pensione

A partire dal prossimo mese di aprile sarà attivata sul sito dell’Inps (tra i servizi online) una procedura denominata ‘Calcolatore della pensione’ che consentirà agli iscritti all’Inps di conoscere in via previsionale la data del proprio pensionamento e l’importo presuntivo della pensione.
Nella prima fase (da aprile) potranno accedere al servizio solo i lavoratori iscritti all’Inps nati prima del 31 dicembre 1955, che sono in possesso di contribuzione accreditata in una sola delle seguenti gestioni:
  • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
  • Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti);
  • Gestione separata.
Solo per coloro che hanno contributi accreditati sia nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti sia nella Gestione separata, il servizio consente anche il calcolo della pensione in regime di totalizzazione tra le due gestioni.
Il servizio non potrà essere utilizzato da chi è già titolare di pensione. Nei prossimi mesi il servizio verrà progressivamente attivato in modo da renderlo disponibile a tutti i lavoratori in prossimità del conseguimento dei requisiti di pensione.

Simulatore della pensione

Entro la fine del 2013, sarà rilasciato il simulatore di pensione che consentirà ai lavoratori più giovani, una simulazione del calcolo della propria pensione, nonostante la lontananza dal momento della pensione non consenta di formulare ipotesi sufficientemente attendibili di calcolo della pensione (troppe le variabili: l’evoluzione retributiva individuale, gli anni e la continuità del lavoro, la scelta del periodo di pensionamento, etc.).
Partendo dall’estratto conto dei contributi effettivamente versati all’Inps, il ‘Simulatore della pensione’ fornirà ai lavoratori più giovani uno strumento in grado di elaborare differenti scenari previdenziali (sulla base di profili codificati) proiettando ipotesi collegate all’atteso futuro lavorativo.
I lavoratori più giovani avranno così a disposizione, entro la fine dell’anno, uno strumento fondamentale di educazione al risparmio previdenziale e di grande valore formativo, che potrà fornire indicazioni utili per compiere con maggiore consapevolezza le scelte che si troveranno a dover compiere nel loro futuro lavorativo e nell’eventuale scelta di forme di integrazione previdenziale.


http://www.lavoroediritti.com/2013/03/al-via-tre-nuovi-servizi-telematici-per-conoscere-la-tua-pensione/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+lavoroediritti+%28Lavoro+e+Diritti%29

lunedì 11 marzo 2013

Rating Italia, verso il punto di non ritorno? Ecco quanto manca


Era nell'aria ed è arrivato. Il downgrade all'Italia da parte di Fitch è piovuto venerdì pomeriggio, a Piazza Affari spenta. Con quest'altro "notch" in meno (da A- BBB+) l'Italia perde l'ultima "A" nel giudizio sulla solvibilità del debito attribuito dalle tre sorelle statunintensi (S&Poor's, Moody's e Fitch) che da sole controllano il 90% dei mercato globale dei rating.
Quali reazioni ci potrebbero essere lunedì sui mercati? Secondo gli esperti interpellati al workshop Ambrosetti non sono attesi grossi scossoni. In effetti, il giudizio di Fitch si va ad allineare a quello già espresso da S&Poor's (BBB+) e resta di un gradino più alto rispetto alla valutazione Baa2 di Moody's (guarda la tabella dei rating).
A questo punto all'Italia resta la "A" dell'agenzia di rating canadese Dbrs che è tra le quattro agenzie (assieme alle tre sorelle) di cui la Banca centrale europea tiene conto per selezionare i titoli da dare a garanzia nelle sue operazioni di rifinanziamento. La stessa Dbrs, un giorno prima di Fitch, ha comunque tagliato il giudizio sul Paese Italia, da "A" ad "A low", bocciando l'esito incerto delle elezioni.
In ogni caso, considerando i rating delle quattro agenzie citate, l'Italia resta al momento all'interno della "categoria protetta" degli investment grade. E fino a che si resta su questo livello vuol dire che il debito è considerato complessivamente affidabile.
La situazione potrebbe invece peggiorare se le agenzie di rating ponessero l'Italia sotto questa soglia di guardia facendola scivolare nel girone degli investimenti speculativi ("non investment grade speculative").
A quel punto c'è il rischio che parta un'ondata di vendite automatica generata da quegli investitori, in particolare fondi pensione internazionali, che adottano per policy interna clausole di sicurezza tali per cui non possono detenere in portafoglio titoli sotto la categoria "investment grade".
Bene, quanto è distante l'Italia dalla soglia d'allarme? La tabella allegata - evidenzia tutti i gradini di giudizio (i cosiddetti "notch") in cui le tre sorelle americane catalogano debiti pubblici e privati che finiscono nella loro orbita - ci indica che l'Italia può permettersi di scendere ancora di due gradini (nella scala di Fitch e S&Poor's) e di un solo gradino (nella scala di Moody's) prima di sprofondare nell'arena degli investimenti speculativi.
E dato che Moody's è quella al momento più aggressiva nei confronti dell'Italia (ha un outlook negativo sul Paese dopo che «le recenti elezioni hanno aumentato il rischio che lo slancio per le riforme strutturali avuto durante il governo Monti perda vigore e arrivi a un punto morto») vuol dire che c'è comunque da stare all'erta.
C'è però una piccola consolazione in questo criticatissimo universo dei rating (restano irrisolti molti conflitti di interesse nell'operato di queste agenzie su cui è in corso un'inchiesta della Procura di Trani). Se i mercati tenessero per buono il rating dato all'Italia da Egan Jones (la quarta agenzia statunitense) che a luglio ha bocciato il debito italiano a CCC+, allocandolo nella categoria "rischio sostaziale" (peggiore del girone degli "altamente speculativi"), qualcuno comincerebbe a pensare davvero di fare le valigie.

giovedì 28 febbraio 2013

Qualche indicazione sulla Tobin Tax ed un UTILISSIMO LINK

Ecco la Tobin Tax della Commissione Ue Stimati introiti per 35 mld, si pagherà ovunque

La principale novità riguarda il "principio di residenza": l'imposta sarà pagata se una delle due parti della transazione risiede in uno degli undici Paesi aderenti, indipendentemente dal luogo dell'operazione. Per l'Italia la sfida è far escludere dal balzello i titoli di Stato sul mercato secondario

MILANO - E' arrivata la proposta europea per la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie che riguarderà undici Paesi membri, tra i quali l'Italia, per i quali è stata attivata la "procedura di cooperazione rafforzata" (gli altri sono Francia, Germania, Belgio, Portogallo, Slovenia, Austria, Grecia, Spagna, Slovacchia ed Estonia). Dal nuovo progetto emerge che la Commissione Ue propone uno spettro più ampio di applicazione dell'imposta sulle transazioni finanziarie, destinato a colpire anche Londra.

Si tratta della prima imposta sulle transazioni finanziarie applicata a livello regionale, come ha sottolineato il commissario europeo per la Fiscalità, Agirdas Semeta, secondo il quale l'imposizione porterà entrate per 30-35 miliardi. L'obiettivo dichiarato è quello di mettere un freno all'irresponsabilità dei mercati. La differenza principale rispetto alla proposta Ue del settembre 2011 è il principio del luogo di emissione: gli strumenti finanziari emessi negli 11 Paesi partecipanti saranno tassati, anche se saranno negoziati al di fuori dei confini. La proposta comprende infatti un principio di residenza: se la transazione viene realizzata da parti residenti negli 11 Paesi, l'imposta sarà dovuta indipendentemente da dove l'operazione ha luogo. Tutto questo per costruire barriere contro la delocalizzazione di attività finanziarie o l'evasione fiscale.

Quanto all'imposizione, si prevedono aliquote minime pari allo 0,1% per azioni e obbligazioni (compresi i titoli di Stato sul scambiati sul mercato secondario), e allo 0,01% per quanto riguarda i derivati. Saranno coperte tutte le istituzioni finanziarie, mentre sono previste eccezioni per la Banca centrale europea e i due fondi di salvataggio dell'Eurozona, Efsf ed Esm, così come per tutte le transazioni correlate alla politica monetaria, al rifinanziamento e la gestione dei debiti sovrani (cioè le emissioni dei titoli di Stato).

Uno dei punti da chiarire, che vede l'Italia smarcata rispetto ad altri Paesi, riguarda proprio il trattamento dei titoli di debito pubblico sul mercato secondario. Pe Semeta "sarà una delle molte questioni che saranno discusse durante il negoziato fra gli Stati membri partecipanti". L'Italia, che è contraria ad applicare la Tobin Tax ai titoli di Stato per non aggravare la crisi del debito sovrano, dovrà ora cercare di convincere gli altri 10 Paesi a esentare i buoni del Tesoro non solo al momento dell'emissione, ma anche negli scambi sui mercati secondari. Secondo alcuni calcoli della Commissione, l'italia non dovrebbe essere preoccupata: "Stimiamo che l'applicazione della tassa sul mercato secondario comporterà un aumento di circa sette punti base sugli interessi pagati all'emissione dei bond; ma per ogni euro pagato in più di interessi, lo Stato avrà 3 euro in più dalla tassa, considerando che percepirà tutto il gettito derivante dalle transazioni dei propri titoli sovrani", ha spiegato una fonte.


Un utilissimo sito dove poter fare simulazioni sull'effetto della nuova imposta:

 

 

Link articolo:

http://www.repubblica.it/economia/2013/02/14/news/tobin_tax_entra_il_principio_di_residenza_introiti_per_35_miliardi-52633760/