mercoledì 2 gennaio 2013

Gli Usa evitano il precipizio: anche la Camera approva la legge sul Fiscal Cliff. Obama: mantenute le promesse


NEW YORK - È fatta: anche la Camera ha approvato il pacchetto varato dal Senato la notte di Capodanno liberando l'America dall'incubo del fiscal cliff e rassicurando i mercati: gli indici asiatici sono già tutti al rialzo e ci si aspetta un avvio positivo sia in Europa che negli Stati Uniti. Non che il passaggio di questa legge alla Camera sia stato facile.
La destra repubblicana si è ribellata in larga maggioranza contro il presidente John Bohener, spaccando il partito. Guidata dal leader Eric Cantor, la nemesi di Boehner, la destra repubblicana, fino a 150 deputati ha prima minacciato di non votare, ha poi paventato il rischio di usare complicazioni procedurali per ritardare il voto fino a domani, quando si insedierà il nuovo Congresso, con il rischio di voler ricominciare tutto da capo. Infine Cantor ha chiesto di apportare emendamenti da riproporre al Senato soprattutto sul versante della spesa. Ma ciascuna delle manovra ostruzionistiche è stata deviata sia da Boehner che dalla leadership democratica guidata da Nancy Pelosi. Dopo ore interminabili di grande tensione, Cantor ha dovuto cedere le armi e accettare che il compromesso repubblicano fosse portato al voto per un si o per no, senza dibattito.
Così, dopo aver danzato per quasi 24 ore con il pericolo molto concreto di un precipizio dal Fiscal Cliff, poco prima della mezzanotte, l'America ha vinto: i termini dell'accordo del Senato non cambiano, la maggioranza è stata di 257 voti a favore e 167 voti contrari, di questi 151 repubblicani e 16 democratici. L'alleanza che ha potuto evitare la rupe fiscale è dunque dominata dai democratici, un risultato meno coeso di quello che si è avuto al Senato dove lo sforzo bipartisan è stato schiacciante con 89 voti a favore e solo 8 voti contrari.
Ma l'importante era andare avanti. E a quel punto tuttoha subito una accelerazione: subito un brindisi a caldo per un 2013 costruttivo, l'auspicio che entro due mesi si possa superare anche l'altro capitolo irrisolto del Fiscal Cliff quello che riguarda i tagli di spesa. E il presidente Barack Obama, dopo un breve discorso alla Nazione, visibilmente soddisfatto per una delle più importanti vittorie politiche della sua presidenza è subito ripartito su Air Force One per tornare alle Hawaai e terminare la vacanza con la famiglia: «Questo è il percorso per il futuro - ha detto il presidente prima della partenza - un percorso che tiene conto degli interessi della nazione prima che di quelli della politica». Come abbiamo detto, il Fiscal Cliff è stato risolto solo per metà, resta aperto il capitolo dei tagli alla spesa, sarà un capitolo difficile, ma ci sono ancora due mesi per poterlo chiudere.
Nel frattempo ha colpito l'intransigenza dei repubblicani più conservatori alla Camera, guidati dal capo della maggioranza Eric Cantor. Risultato: l'America si è trovata tecnicamente per quasi 24 ore al di là della rupe fiscale. Questo per dare un'idea di quanto tesa, difficile, astiosa fosse l'atmosfera a Washington dove si sono vissute lunghe ore di confusione e preoccupazione.
Questa la fotografia nella notte americana, con una novità: sul fronte politico si è fatta più dura la battaglia interna al partito repubblicano, da una parte il presidente della Camera John Boehner, favorevole a una ratifica o comunque a un voto della Camera, dall'altra Eric Cantor, il capo della maggioranza, schierato contro Boehner con l'obiettivo di metterlo in difficoltà nel suo ruolo di presidente della Camera alla vigilia dell'arrivo del nuovo Congresso, domani mattina. La situazione è dunque complessa, la debolezza e la spaccatura del partito repubblicano si aggiunge come una variabile impazzita alla già difficile equazione che vedeva e vede differenze ideologiche sulla carta insanabili fra democratici e repubblicani
Anche tra i democratici si era consumato un dramma simile seppur in tono minore: la sinistra del partito si ribellava all'idea di aumenti delle tasse per redditi molto elevati che riguardavano solo il 2% più ricco della popolazione. Ma Joe Biden, dopo un eccellente lavoro di mediazione fra i suoi vecchi compagni del Senato riusciva a galvanizzare con l'aiuto di Nancy Pelosi il maggior numero di democratici possibile per un voto a favore dell'intesa, evitando eccessive defezioni degli esponenti più liberal e meno propensi a concessioni. La scommessa era quella di poter isolare i due estremi dei partiti e di ottenere una solida maggioranza con il voto di centro di ambo i partiti, una classica soluzione bipartisan vecchio stile dunque, che avuto successo: solo 16 democratici hanno negato il voto alla leadership.
In effetti il compromesso raggiunto al Senato era inadeguato sotto molti punti di vista. Genera nuove entrate per 600 miliardi, meno anche degli 800 inizialmente accettati dai repubblicani. I tagli automatici alla spesa per 110 miliardi nel 2013 sono solo rinviati di due mesi. Mancano inoltre gli obiettivi per ridimensionare di 4.000 miliardi in dieci anni il disavanzo pubblico e di riformare i grandi programmi di spesa, sanitaria e pensionistica. Anzi, il nuovo accordo produce oggi un aumento del disavanzo pubblico di 4000 miliardi.
Le più importanti misure prevedono un incremento al 39,6% dell'aliquota sui redditi superiori ai 400.000 dollari per contribuenti individuali e ai 450.000 dollari per le coppie. Vi saranno un aumento dal 35% al 40% della tassa di successione sulle eredità superiori ai 5 milioni e un aumento dal 15% al 20% delle tasse sui guadagni di capitale per coloro con redditi superiori ai 450.000 dollari. Nel pacchetto ci sono inoltre riduzioni delle deduzioni fiscali per i redditi elevati. Fra i provvedimenti favorevoli ai democratici spicca un prolungamento dei sussidi alla disoccupazione, che sarebbero scaduti due giorni fa e riguardano oltre 3 milioni di americani. I democratici hanno anche ottenuto un contenimento dell'alteranative minimum tax, un meccanismo che elimina deduzioni fiscali e che avrebbe colpito i ceti medi. Il meno peggio dunque, ma, di questi tempi, pericolosi per l'economia anche il meno peggio dovrebbe essere accettabile se consente di guadagnare tempo.


giovedì 27 dicembre 2012

Carte conto, valida alternativa ai conti online secondo OF


Costano meno e consentono di svolgere numerose operazioni bancarie. Ecco alcuni dei principali vantaggi delle carte conto. La migliore? Secondo l’Of, Db Contocarta


Le carte di pagamento prepagate con codice Iban, anche dette carte conto, sono più convenienti dei conti correnti online. Lo documenta l’ultimo rapporto OF (Osservatorio Finanziario), che ha messo a confronto i due prodotti bancari, analizzandone i costi medi (al netto delle promozioni attive a tempo determinato) e le principali caratteristiche (con focus soprattutto sui servizi aggiuntivi offerti dalla carta). 

L’analisi Of ha preso in considerazione 24 carte di pagamento con codice Iban. Secondo la valutazione dell’Osservatorio, le carte conto rappresentano una valida alternativa ai conti correnti tradizionali perché, oltre a essere meno costose da gestire (37,48 euro contro 56 euro dei conti), consentono di svolgere numerose operazioni bancarie, dall’accredito dello stipendio alla domiciliazione bancaria delle principali utenze domestiche (luce, gas, acqua), dalla ricarica del cellulare ai pagamenti tramite bonifico. Un altro vantaggio delle carte conto è legato al fatto che, a differenza dei conti tradizionali e dei depositi (recentemente interessati dalla mini-patrimoniale), non prevedono il pagamento dell’imposta di bollo.

Dai dati Of emerge che la carta prepagata con i costi più bassi è Db Contocarta del gruppo Deutsche Bank, lanciata a fine 2011 e distribuita dalla società Prestitempo. Per gestirla sono sufficienti appena 12 euro all’anno: molte delle operazioni possibili, incluse quelle di attivazione e ricarica, non prevedono alcuna commissione extra. I bonifici via internet sono sempre gratuiti, così come lo sono i prelievi presso gli ATM Deutsche Bank e quelli di altri istituti bancari, in Italia e in zona Sepa (ovvero l’area unica dei pagamenti in euro). Tuttavia, lo svantaggio principale è che, come tutte le carte di pagamento, prevede un limite massimo di ricarica (in questo caso il plafond massimo è di 50 mila euro).

Esistono diversi canali per ricaricare la carta
: si può utilizzare il cellulare, lo sportello automatico o, in alternativa, recarsi in filiale, il tutto a costo zero. La ricarica è possibile anche nei numerosi punti vendita Sisal ad un costo di appena 3 euro. 
La carta può essere richiesta gratuitamente online, anche se dopo aver compilato il modulo, è comunque necessario recarsi in una filiale per completare l’attivazione.

http://www.abcrisparmio.it/notizie/carte-credito/carte-conto-valida-alternativa-ai-conti-online-secondo-of

Benvenuti in Scandinavia - Tove Gustad, responsabile recruiting Nav (Agenzia nazionale del lavoro): «In Norvegia servono 8mila ingegneri. E li cerchiamo con Eures nel Sud Europa. Anche in Italia»


Dalla Norvegia, uno dei paesi con il più alto reddito pro-capite al mondo e con uno dei più bassi tassi di disoccupazione( 2,3%), arriva un appello al Sud Europa per il reclutamento di 8000 ingegneri specializzati. La Norvegia forma infatti un numero troppo esiguo di ingegneri rispetto al fabbisogno nazionale. Dalle statistiche eurostat emerge che solo il 16,5% degli studenti norvegesi sceglie ingegneria, contro il 35,6% della vicina Finlandia e il 23,7% dell'Italia. NAV, l'agenzia nazionale per il lavoro, parla di una carenza di 16000 ingegneri nel paese di cui 8000 da reclutare a breve termine.
La richiesta è circoscritta soprattutto al settore petrolchimico. E non è un caso, dal momento che lo sfruttamento degli idrocarburi nel Mar del Nord rappresenta il principale motore di sviluppo del Paese. In Norvegia infatti sono operative 31 piattaforme petrolifere, su cui lavorano 7500 persone, una gran parte delle quali sono ingegneri. Entro il 2015 si stima che il numero di piattaforme petrolifere aumenterà e di conseguenza anche il numero di personale richiesto. E' partita la ricerca spasmodica di ingegneri e si prevede che i salari a loro destinati aumenteranno vertiginosamente.
Abbiamo incontrato Tove Gustad, una delle responsabili del progetto di reclutamento di ingegneri all'estero del Nav . Ci racconta della massiccia campagna di reclutamento tra Italia Portogallo e Spagna, che Nav sta realizzando, e ci fa l'identikit del candidato ideale. Dando utili consigli su come essere assunti in Norvegia e lasciarsi alle spalle la crisi.

Qual è il ruolo del Nav nel reclutamento di personale all'estero?
Nav è l'agenzia nazionale del lavoro , noi sosteniamo i norvegesi nella ricerca del lavoro e aiutiamo al tempo stesso il nostro Paese a reclutare, laddove ce ne sia bisogno, manodopera dall'estero. E lo facciamo naturalmente in stretta collaborazione con le aziende locali che ci lanciano costantemente appelli per la ricerca di personale straniero, e grazie all'appoggio della rete capillare delle agenzie Eures in Europa Eures rappresenta una collaborazione tra l'UE ei paesi delSEE per promuovere la libera circolazione dei lavoratori. Noi giriamo le richieste specifiche di lavoro di imprese locali, nostre partner, alle agenzie Eures , che a loro volta si attivano per trovare i candidati ideali. In questo momento siamo alla ricerca attiva di un ingente numero di ingegneri, almeno 8000, ma anche architetti con specializzazione navale.
In quali settori ingegneristici è concentrata la ricerca?

Nel settore petrolchimico e meccanico in particolare. Ma anche informatico. ..
Sembra un paradosso che il petrolio rappresenti per la Norvegia il motore dell' economia nazionale e il fondamento della sua ricchezza, ma che per portarne avanti l'estrazione abbia bisogno, e pare anche urgentemente, di manodopera straniera.
E' un dato di fatto e un esempio per tutti è rappresentato dalla nostra Compagnia nazionale del petrolio, la Statoil , che lo scorso anno ha assunto 1500 ingegneri, di cui il 25% reclutati proprio all'estero. Ma non è l'unico settore colpito dalla carenza di ingegneri. Una società che ha sentito da vicino il problema, è stata la Atmel , che lavora sulla sofisticata tecnologia degli schermi degli smartphone per giganti come Nokia, Samsung, HTC. Hanno 202 impiegati , ma il numero sarebbe stato superiore se Atmel avesse avuto accesso alla manodopera straniera. L'anno scorso ha assunto 40 persone, che è lo stesso numero di ingegneri che il politecnico di Trondheim (il principale Politecnico del Paese), forma ogni anno in questo ambito specialistico .

Per far fronte a questa forte carenza di ingegneri in Norvegia, a quali paesi si rivolge in particolare il Nav?
Questo dipende dalle esigenze del datore di lavoro, normalmente cerchiamo personale dove esiste un ampio bacino di possibili candidati. Siamo orientati soprattutto verso Italia, Spagna, Portogallo, ma anche verso la Romania. Recentemente abbiamo reclutato molto personale in Portogallo. Alla fiera del lavoro organizzata da Nav ed Eures a Lisbona , uno dei nostri partner: la società FMC Technologiescon sede a Kongsberg , che si occupa della lavorazione delle piattaforme petrolifere e dei sottomarini destinati all'esplorazione del petrolio, ha assunto ben 35 ingegneri portoghesi, su 60 cv raccolti nel corso della fiera. Questa società conta 2000 dipendenti, in buona parte ingegneri, e la stragrande maggioranza è rappresentata proprio da stranieri.

Quali sono gli strumenti che utilizza il Nav per reclutare gli ingegneri ?
Il Nav organizza periodicamente workshops all'estero, servendosi della preziosa cooperazione di Eures, invita le imprese norvegesi interessate alla partecipazione, le quali avranno come unico scopo quello di seguire i colloqui con i candidati. A tutto il resto pensa il Nav. In particolare ci occupiamo di presentare ai giovani partecipanti agli open days, la vita quotidiana nel nostro Paese, indicazioni sul sistema nazionale del welfare e lavoro, della sanità, il clima, il costo della vita. Riteniamo che molti giovani possano sfuggire alla crisi del sud Europa, trasferendosi in Norvegia.

E l'Italia è un bacino interessante per il reclutamento del personale ingegneristico?
Assolutamente sì e in effetti oltre a Lisbona, lo scorso autunno, siamo stati in diverse città spagnole e italiane: Padova, Milano, Torino e i risultati sono stati buoni, ripeteremo l'esperienza amplificando le giornate di incontri.

Cosa c'è in previsione?
Sono previsti altri workshops e incontri itineranti nelle principali città italiane e presso le università nei primi mesi dell'anno2013. I rappresentanti di EURES in Italia terranno sessioni informative per studenti e disoccupati italiani. Si potrà consultare il sito in inglese: che sarà aggiornato con tutti gli appuntamenti.

Qual è il candidato ideale?
Un ingegnere con laurea specialistica o master , specializzato in particolare nel settore petrolchimico. Il candidato ideale lavorerà nel settore del gas e del petrolio, le nostre principali risorse energetiche. Inoltre l'ingegnere deve avere all'attivo un'esperienza di base dai tre ai cinque anni e una buona padronanza dell'inglese.

Cosa deve sapere un italiano prima di trasferirsi in Norvegia?
Innanzitutto noi incentiviamo ad imparare la lingua norvegese, a prescindere dalla padronanza dell'inglese. Sono organizzati corsi di norvegese ovunque in Norvegia. Dall'Università, ad istituti privati, e persino via skype, come NORLEARN . Poi consigliamo di adeguarsi alla nostra cultura del lavoro, che lascia molto più spazio al tempo libero, ma è più inflessibile rispetto a concetti come la puntualità!

Qual è il salario di partenza per un giovane ingegnere specializzato con questi requisiti?
Il salario di base iniziale parte dai 500-800mila corone annue(corrispondenti a 70mila - 108mila euro)

Quanti italiani sono attualmente a lavoro in Norvegia grazie a questo processo di reclutamento ?
Non è possibile fornire un dato preciso, ma di sicuro già un cospicuo numero e ci aspettiamo dalle prossime iniziative un incremento per il futuro. Anche se gli italiani sono molto legati al loro paese d'origine e quindi meno propensi ad emigrare per lavoro.

Quali sono i passi da fare per un candidato interessato al lavoro e al trasferimento in Norvegia?
Candidarsi innanzitutto , utilizzando i form scaricabili sul nostro sito,, e tenerlo d'occhio per verificare le prossime date degli incontri in Italia. Ma nel frattempo incoraggiamo tutti gli interessati a contattarci : eures@nav.no .


http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2012/12/Benvenuti-tovegustav-apre-27122012.php?uuid=23714076-4b8f-11e2-820d-c58b114825a5&DocRulesView=Libero

lunedì 24 dicembre 2012

Conti correnti, niente bollo se la giacenza media non supera i 5mila euro

Il bollo sui conti correnti risparmia i piccolissimi risparmiatori e i meno abbienti. È quanto emerge dalla circolare 48 dell'agenzia delle Entrate che chiarisce le modalità di apllicazione dell'imposta ridisegnata dal decreto salva-Italia dello scorso anno. Partiamo dall'inizio: il bollo è pari a 34,20 euro se il cliente è una persona fisica e a 100 euro negli altri casi. Quando scatta l'esenzione? Il prelievo fa salvi i casi in cui gli estratti e i libretti intestati ai cittadini hanno un valore medio di giacenza complessivo non superiore a 5mila euro. Così come sono esclusi i titolari di conto corrente base, vale a dire il servizio senza spese riservato ai consumatori con Isee (l'indicatore della situazione economica familiare) è inferiore a 7.500 euro.

La circolare 48/E si sofferma anche sull'applicazione nelle diverse situazioni possibile e anche per le altre tipologie di risparmio. Così in caso di più rapporti di conto corrente o libretti di risparmio intestati alo stesso soggetto, l'imposta deve essere applicata con riferimento a ciascun rapporto. Il documento delle Entrate precisa, inoltre, che l'imposta deve essere pagata in relazione ai giorni effettivamente rendicontati e pertanto si ridurrà con il diminuire dei giorni fino a un minimo di un euro.
 
Cosa succede per le comunicazioni dei rapporti finanziari? Sono interessate le comunicazioni relative a valori mobiliari, a quote di organismi di investimento collettivo del risparmio, a strumenti finanziari derivati, a polizze assicurative e i buoni fruttiferi postali con valore superiore a 5mila euro. Rientrano nel campo applicativo dell'imposta, per espressa previsione normativa, inoltre, i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati. Per queste tipologie di comunicazioni, l'imposta viene applicata, in relazione all'ammontare complessivo dei prodotti finanziari detenuti dal cliente presso il singolo ente gestore, in modo proporzionale nella misura dello 0,1% annuo nel 2012 e dello 0,15% a partire dal 2013, con un importo minimo di 34,20 euro e un massimo, previsto soltanto per il 2012, di 1.200 euro. L'imposta si applica alle comunicazioni periodiche inviate alla clientela, anche nel caso in cui l'ente gestore non sia tenuto alla redazione e all'invio delle comunicazioni, mentre restano fuori le comunicazioni ricevute ed emesse dai fondi pensione e dai fondi sanitari.

La Tabella delle Tassazioni sui Risparmi:
https://www.dropbox.com/s/ecx28ol1ypcxkwu/01-Plus24-tab%202012-12-01-Tassazione-conti-libretti-e-prodott-%20finanziari-tab-raffronto.pdf

La circolare:
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Norme%20e%20Tributi/2012/12/agenzia-entrate-circ-48E.pdf?uuid=f70459e2-4c29-11e2-b9cb-2970994122ba

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-12-22/conti-correnti-niente-bollo-114845.shtml?uuid=AbdwLQEH

venerdì 21 dicembre 2012

Ecco come saranno le pensioni nel 2013: da gennaio il tasso di rivalutazione si ridurrà del 3%

L'asticella dal primo gennaio prossimo si alza ulteriormente. E per recuperare questo ulteriore gap è necessario mettere mano al proprio piano pensionistico. Di quanto? Per chi si avvia ad andare in pensione a 65anni il nuovo balzello impone un incremento del risparmio previdenziale di circa 320 euro, in modo da colmare la differenza che scatta tra due settimane. Ma se giustamente ci si pone l'obiettivo di costruire una pensione dignitosa – ottenendo una rendita pari a quella che percepiva chi smetteva di lavorare nel 1995 – bisognerà innalzare la contribuzione previdenziale a 1.588 euro l'anno. Ecco in estrema sintesi il vademecum previdenziale di fine anno: dati operativi per tener basso lo stress derivante dalle cattive notizie sul futuro. Ma che cosa accade dal primo gennaio prossimo? Andiamo con ordine.
 
La rendita e la vita
Dal 2013 l'età per raggiungere l'agognata pensione sarà calcolata in base alle aspettative di vita, secondo quanto previsto dalla riforma Monti-Fornero. Non solo: anche l'ammontare viene adeguato alla speranza di vita attesa. Ciò comporta una periodica revisione dei coefficienti di trasformazione. Cosa sono? Sono i valori con cui si convertono in rendita i contributi accumulati e rivalutati nel tempo. Se si riducono, calano le stime delle rendite future. Di quanto? Solo pochi decimi di punto percentuale; abbastanza però per incidere in misura differente a seconda dell'età del pensionamento: per chi andrà in pensione a 65 anni il coefficiente passa dal 5,62% al 5,44%, il che si traduce in una prestazione ridotta del 3,2%; ma che sale per chi lascerà il lavoro a 70 anni del 4,41%. Tradotto in cifre? Prendiamo il caso di un impiegato che accumuli un montante di 250mila euro, frutto di 40 anni di contributi (33% di prelievo su un reddito medio di 20mila euro). Per chi andrà in pensione a 65 anni l'assegno cala di 450 ero da 14.050 a 13.600; per chi si ritira a 70 anni cala di 750 da 17mila a 16.250 euro. Ma la differenza è decisamente maggiore se si considera la differenza con le prestazioni calcolate in occasione della riforma Dini, nel 1995: il taglio è di 1.740 euro l'anno, pari all'11,34% per chi va in pensione a 65 anni.
 
Salto più in alto
Per recuperare questi gap serve risparmiare di più, sicuramente meglio. Facciamo due conti: se si vuole superare l'asticella che dal primo gennaio prossimo viene posta più su del 3,2%, ad esempio, è necessario che un 40enne di oggi aumenti la propria contribuzione al proprio fondo pensione di 316 euro l'anno in caso di pensionamento a 65 anni e di 320 in caso di pensionamento a 70 anni. Normale manutenzione. L'intervento è molto più impegnativo se l'obiettivo è di costruire una pensione dignitosa, puntando a una rendita più vicina all'ultimo reddito. Il 40enne destinato al pensionamento a 65 anni dovrà versare in un fondo pensione il proprio Tfr oltre a un contributo volontario (che si porta dietro quello datoriale) pari a circa il 9% dello stipendio, destinandolo a un comparto bilanciato (70% obbligazionario, 30% azionario). In tutto circa 1.700 euro, che scendono a 1.588 se il pensionamento arriva al 67esimo anno e a 1.532 euro l'anno nel caso si lavori fino a 70 anni. Materia complessa: «I coefficienti – dice Alberto Cauzzi, ad di Epheso – si applicano sull'intero montante a scadenza, avendo effetto retroattivo. Ciò porta a peggiorare progressivamente le prestazioni nell'arco dell'intera vita lavorativa.
La tabella esplicativa:
https://www.dropbox.com/s/ewsbqsy2k4yosni/2013-pensioni-cosa-cambia.pdf

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-12-20/gennaio-pensioni-dieta-tasso-203702.shtml?uuid=AbqK9zDH

giovedì 20 dicembre 2012

Salasso Tares, verso lo slittamento ad aprile per il pagamento di rifiuti e servizi

Ultim'ora delle 17,50: un sub-emendemanto alle Ddl stabilità prevede lo slittamento ad aprile dell'imposta comunale sui rifiuti e i servizi.
Si inizierà a pagare prima delle attuali tasse e tariffe sui rifiuti, e costerà di più perché dovrà finanziare interamente il servizio di igiene ambientale, e dovrà occuparsi anche di illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e così via.
 
Sono queste le caratteristiche della nuova Tares, che sostituirà la Tarsu o la Tia (dipende dal prelievo oggi adottato dal Comune) dal 2013 e chiamerà i contribuenti alla cassa già a gennaio per la prima rata. Contribuenti che, a differenza di quanto accade per l'Imu, non sono rappresentati solo dai proprietari di immobili, perché la Tares si applica a tutti coloro che «occupano o detengono locali o aree scoperte».
A loro puntano già ora le tasse e le tariffe sui rifiuti, e dall'anno prossimo si rivolgerà anche il tributo per finanziare i «servizi indivisibili»: l'illuminazione, appunto, la manutenzione delle strade, e tutte le attività diverse da quelle che, come asili nido o assistenza domiciliare, sono effettuate «a domanda individuale».
È proprio questo secondo aspetto a "garantire" che la Tares costerà per tutti più di quanto pesano oggi Tarsu e Tia. Per finanziare i «servizi indivisibili», in pratica, il Comune applicherà al tributo sui rifiuti una maggiorazione, pari a 30 centesimi (elevabile a 40) al metro quadrato: qualche decina di euro all'anno per abitazioni e negozi, quindi, e un conto più pesante per imprese, uffici, centri commerciali e così via.
In tutto, i contribuenti pagheranno un miliardo di euro all'anno, che lo Stato (cioè la fiscalità generale) "risparmierà" grazie a un taglio equivalente agli ex trasferimenti ai Comuni ora rivoluzionati dalla legge di stabilità.
In molti casi, però, anche la componente rifiuti dovrà aumentare il conto rispetto a quello presentato oggi. Il tributo, infatti, dovrà finanziare integralmente il costo del servizio rifiuti, cosa che oggi accade con sicurezza solo nei Comuni che applicano la tariffa Tia (sono circa 1.300, il 16% del totale).
Nell'altro 84% di enti, che sono ancora fermi alla "vecchia" Tarsu, la situazione varia da caso a caso: in alcuni Comuni gli aumenti degli scorsi anni hanno avvicinato costi ed entrate fino a farli pareggiare, in altri invece c'è ancora una strada più o meno lunga da fare. A Milano, per esempio, la Tarsu è già aumentata nel 2012, passando da 209 a 256 milioni di incasso: per raggiungere i 271,4 milioni di costo del servizio, però, dovrà crescere ancora per raccogliere il 5,4% in più.
A prevedere la Tares è il decreto «Salva-Italia» del dicembre 201, cioè la prima manovra del Governo Monti: a farla entrare concretamente in campo dal 2013, invece, sono i ritocchi alle basi imponibili e al sistema di riscossione previsti dagli emendamenti dei relatori al Ddl di stabilità, che martedì dovrebbe ottenere la fiducia al Senato prima di tornare alla Camera per il via libera definitivo.
Al debutto, la Tares si baserà sulle stesse superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, e solo quando lo scambio di informazioni effettivo fra Catasto e Comuni sarà attivato (se ne parla da anni) assumerà la propria base imponibile effettiva, cioè l'80% della superficie catastale dell'immobile.
Il pagamento sarà in 4 rate, fissate per legge a gennaio, aprile, luglio e dicembre. Le prime tre rate saranno scandite in base agli importi pagati come Tarsu o Tia nel 2012, a cui si aggiungeranno i 30 centesimi al metro per i servizi indivisibili. Al saldo di dicembre, come accade oggi con l'Imu, gli importi potranno crescere in base alle scelte comunali.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-16/salasso-tares-gennaio-italiani-191724.shtml?uuid=Abm3DlCH

McDonald's aprirà 100 nuovi fast food in Italia. Tremila assunzioni al 2015, metà al Centro-Sud

McDonald's si prepara ad aprire 100 nuovi fast food in Italia nei prossimi tre anni che daranno lavoro a tremila persone, di cui la metà nelle regioni del Centro-Sud della Penisola.
 
I primi 1.100 verranno assunti già nel 2013 e si aggiungeranno ai 16.700 dipendenti del gruppo in Italia di cui «il 94% ha contratti stabili, in particolare il 71% con un contratto a tempo indeterminato e il 23% con contratto di apprendistato», sottolinea la multinazionale in una nota. «McDonald's - sottolinea l'a.d. di McDonald's Italia, Roberto Masi - rappresenta oggi, in una situazione dove le possibilità di occupazione per i giovani sono poche e molto spesso precarie, l'occasione di entrare nel mondo del lavoro con un contratto stabile e con possibilità di crescita».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-20/mcdonalds-nuovi-fast-food-133117.shtml?uuid=AbI6JtDH